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"I migranti? Mi sarei aspettato più solidarietà"

Il presidente della Regione Enrico Rossi interviene sul caso dell'accoglienza di 50 persone nel borgo storico di Capalbio che ha sollevato una bufera

CAPALBIO — "A Capalbio nobili ambientalisti, boiardi di Stato e intellettuali ex comunisti non vogliono i profughi, non vogliono la strada, non vogliono nulla, perché le loro vacanze non possono essere disturbate. È una posizione che non condivido e contro cui mi batto: si può conciliare ambiente e sviluppo, tutela del paesaggio e sensibilità sociale", lo ha scritto sul proprio profilo facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo l'esplosione del caso Capalbio.

Il nodo del contendere è l'arrivo di 50 migranti, a partire da settembre, in una struttura residenziale di lusso vicino al borgo medievale. A deciderlo è stata la prefettura di Grosseto in base a un bando di gara del Ministero degli Interni rivolto agli operatori economici chiamati a provvedere all'accoglienza. Un sistema che secondo il governatore toscano va rivisto con un maggiore coinvolgimento delle realtà locali.

Ora, mentre sono partiti due ricorsi al Tar presentati da alcuni cittadini sul metodo di assegnazione dei migranti, anche il sindaco Luigi Bellumori, che dopo la bufera si è sentito con il presidente Rossi e con l'assessore regionale all'immigrazione Vittorio Bugli, ha detto di non essere affatto contro l'accoglienza ma di chiedere una soluzione concertata con la comunità e con i residenti di Capalbio.


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