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Capalbio esempio di accoglienza, ma con riserve

L'arrivo di 50 migranti a Capalbio provoca non poche polemiche, tra perplessità sulle modalità di assegnazione e attacchi alla "sinistra radical chic"

CAPALBIO — Cinquanta migranti saranno accolti, a partire da settembre, in una struttura residenziale di lusso vicino al borgo medievale in zona Poggio del Leccio. La decisione è arrivata dalla Prefettura di Grosseto in base a un bando di gara del Ministero degli Interni rivolto agli operatori economici chiamati a provvedere all'accoglienza dei migranti. 

Così, a Capalbio dovrebbero arrivarne 50, secondo la proporzione fatta su un comune tra i 3mila e i 5mila abitanti. Ma questa decisione non è stata vista di buon occhio dal paese, con il primo cittadino in testa.

"Cinquanta profughi potrebbero arrivare tra le ville vip. E anche Capalbio fa le barricate", questo titolo ha raggiunto anche le pagine dei quotidiani nazionali, ma dall'assessore regionale all'Immigrazione Vittorio Bugli questa potrebbe diventare l'opportunità di diventare esempio di accoglienza.

"La vicenda che interessa Capalbio – ha detto Bugli - è comune a tante altre realtà toscane. Posso capire che una cosa del genere possa creare qualche preoccupazione, però è altrettanto vero che in una situazione così complessa è opportuno che tutte le comunità diano il proprio contributo accogliendo nuclei non grandi di migranti, secondo la filosofia del modello toscano dell'accoglienza diffusa".

E se Capalbio è località vip di villeggiatura poco importa, anzi. "Sono sicuro - ha aggiunto - che la popolazione, peraltro di elevato livello culturale e alte responsabilità sociali, ha tutte le caratteristiche per rispondere all'accoglienza, magari telefonando al numero telefonico creato dalla Regione per offrire accoglienza in famiglia, oppure mettendo a disposizione abitazioni sfitte o non occupate. Sono altrettanto sicuro che il sindaco, persona dinamica e intraprendente, potrà lavorare insieme alla comunità per trovare soluzioni alternative se quella prospettata dalla prefettura, che peraltro non mi pare sia ancora definitiva, non trova gradimento. E se questo avvenisse credo troverebbe attenzione da parte del Prefetto".

Insomma, viene chiesto un bel gesto di comunità. Ma dal primo cittadino e dagli operatori turistici del luogo ci sono delle perplessità che potranno essere superate dopo le dichiarazioni dell'assessore regionale trovando una soluzione che possa partire "dal basso" e non imposta dall'alto. 

"Capalbio è un comune che non si è mai mostrato insensibile all’accoglienza. – ha detto il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori - Risiede, ad esempio, da tempo nel suo territorio una comunità di genti dell’est europeo perfettamente integrata nel tessuto sociale del comune. Anche in questo caso siamo quindi disposti, come sempre, e con l’alto senso di civismo che la popolazione capalbiese ha sempre mostrato, all’accoglienza e alla solidarietà, e che le nostre perplessità sono tutte sulle modalità che hanno accompagnato l’operazione".

Quindi, il pieno coinvolgimento del Comune potrebbe meglio gestire l'arrivo e l'accoglienza dei 50 migranti. 

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