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Covid-19, anche il Giglio chiede l'esercito

Foto di repertorio

Emergenza coronavirus, stabile la donna, migliorano le condizioni del marito in ospedale. Problemi su trasporto di merci reperibili e uffici postali

ISOLA DEL GIGLIO — Per quanto riguarda lo stato di salute delle due persone non residenti e nei giorni scorsi risultate positive al Covid-19,  il Comune di Isola del Giglio fa sapere che la situazione è invariata rispetto a ieri, anche se sono stati riscontrati apprezzabili miglioramenti per l'uomo ricoverato presso l'ospedale di Grosseto con esiti di tampone ancora positivi. 



Per quanto riguarda l'ordinanza del Ministero della Salute di ieri 20 marzo 2020 dal Comune spiegano che sono stati posti dei limiti alle uscite, ma si tratta di un'ordinanza di breve durata. Sull’intero territorio nazionale vengono, nell’immediato, adottate misure restrittive sull’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici e non sarà consentita l’attività ludica o ricreativa all’aperto. L’attività motoria invece sarà consentita ma dovrà essere rigorosamente individuale ed esercitata in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza. Il provvedimento è in vigore dal 21 al 25 marzo 2020. 

"Ci sia consentito esprimere qualche perplessità sull’ordinanza, - si legge nella nota del Comune di Isola del Giglio - estremamente parziale rispetto alle reali necessità". 

Nel pomeriggio di ieri si è tenuta la seconda riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), l’Unità di Crisi della Prefettura aperta il 18 Marzo scorso, a cui sono stati invitati tutti i sindaci. I temi esaminati non sono molti ma li sintetizziamo come segue: 

- chiusura uffici postali: i sindaci hanno espresso unanime disapprovazione per la chiusura di alcuni uffici postali e soprattutto per la riduzione delle giornate di apertura degli uffici rimasti aperti. Il disappunto generale nasce prima di tutto dalla mancata comunicazione alle amministrazioni di riferimento e, in modo particolare, ai cittadini. Resta il disagio per i cittadini anziani per i pagamenti delle pensioni. Per respingere questa decisione è stato deciso che ogni sindaco, per il proprio territorio, formulerà al Prefetto una proposta con l’indicazione del servizio minimale, necessario all’epoca dell’emergenza Coronavirus. La stretta di alcuni importanti uffici delle frazioni comunali non è stata davvero una mossa gradita e i sindaci hanno biasimato il comportamento di Poste Italiane per aver deciso senza preavviso.

Il Giglio ha chiesto la riapertura dell’Ufficio del Castello per 3 giorni settimanali mantenendo l’ufficio del Porto. In subordine ha chiesto l’apertura dell’Ufficio del Porto per 5 giorni settimanali anziché 3. 

- Fornitura mascherine: In molti hanno espresso l’inutilità delle mascherine inviate dalla Regione e distribuite dalla Provincia. I sindaci chiedono la fornitura di valide protezioni e a norma perché quelle assegnate non sono mascherine sanitarie e pertanto non servono a proteggere le persone. 

- Richiesta di intervento dell’Esercito per limitare le violazioni: il sindaco di Grosseto ha chiesto ufficialmente il supporto dell’Esercito per gestire al meglio la situazione della città, controllare il territorio e far diminuire drasticamente gli spostamenti, vista l’indisciplina rilevata in una parte dei suoi cittadini. Il resto dei sindaci ha condiviso la proposta del sindaco di Grosseto. 

- Chiarezza sulla sanificazione dei luoghi pubblici: su questo tema perdura ancora incertezza. I sindaci hanno chiesto alla Prefettura un approfondimento presso la Asl Toscana Sud Est. Nel comunicato di ieri è stata spiegata la posizione della ASL sulla utilità della sanificazione stradale e sui danni che può provocare. 

- Disposizioni a seguito problematica trasporto merci sui traghetti di linea: nella giornata di ieri sono state spiegate, nel dettaglio, le ragioni della limitazioni al trasporto merci sui traghetti di linea. 

"Da qualche giorno non è consentito trasportare merci libere e/o deperibili sul traghetto di linea. - spiega sul Facebook il sindaco Ortelli - Questa decisione, oltre ad assicurare i limiti di legge, è stata presa dalla Compagnia di Navigazione a causa dei rischi di contagio a cui potrebbero incorrere le persone interessate, sia per motivi di lavoro che per necessità private, nel momento del ritiro della merce a bordo. Inoltre la compagnia riferisce, per le vie brevi, che non è possibile trasportare merci facilmente deperibili perché devono essere osservate le rigide regole del trasporto. Insomma, da stamani, si possono imbarcare solo merci riconducibili ai servizi indispensabili (Poste, Farmacia, Centrale Elettrica, ecc) per evitare gli assembramenti a bordo al fine di scongiurare un possibile contagio tra le persone ma in particolare tra i membri dell’equipaggio. Di fronte a questa situazione molti cittadini mi hanno segnalato notevoli disagi dovuti alla complicazione di fare acquisti sulla terraferma (soprattutto per i prodotti ritrovabili solo sulla terraferma) per le restrizioni imposte dal Governo e, parimenti, alcune attività economiche mi rilevano l’impossibilità di approvvigionarsi in tempi giusti. Fermo restando la possibilità di utilizzare i trasportatori autorizzati, anche per necessità private, l’Amministrazione da un paio di giorni ha contattato la Compagnia marittima, la Capitaneria di Porto e, nella mattinata di oggi, il Prefetto di Grosseto e la Sanità Marittima di Livorno, alla ricerca di possibili soluzioni anche in deroga ai rigidi divieti stabiliti dalla normativa e considerando il regime di vita dovuto allo stato di emergenza da Covid-19".

Non appena sarà concluso il confronto con la compagnia, non al più tardi di oggi, fanno sapere dal Comune, verranno rese note alcune disposizioni inerenti le modalità di trasporto di alcune merci e generi alimentari. 

- Controlli agli scali marittimi e rilevazioni in ingresso all’isola del giorno 20 marzo.  Le Forze dell’Ordine e la Polizia Municipale proseguono i controlli a tappeto in entrambe gli scali. Si raccomanda di attenzione a come viene compilata l’autocertificazione. Le dichiarazioni mendaci vengono punite duramente con la rigida applicazione delle sanzioni che, ricordiamo, prevedono anche l’applicazione del Codice Penale. I dati dei flussi del giorno 20 marzo sono i seguenti:

- Arrivi alle ore 9,30: 13 passeggeri e 6 mezzi commerciali

- Arrivi alle ore 17,30: 5 passeggeri, un'auto privato, un mezzo per volontari.

Tutti con regolare autocertificazione. Numeri che, ancora una volta, offrono la possibilità di un controllo capillare. L’appello giornaliero da parte dell'amministrazione è quello di restare a casa e uscire solo per lavoro, salute e/o emergenze. Non avere contatti stretti con altre persone evitando di passeggiare per strada, senza motivo, anche a contatto con persone di famiglia. L’ordinanza del Ministero della Salute vieta le uscite all’aria aperta ma permette quelle vicino alla propria abitazione. 

Si può uscire solo nel tempo necessario per fare la spesa, 3 volte alla settimana che rappresenta la frequenza giusta per i rifornimenti. Nei negozi di alimentari viene raccomandato di entrare nei locali uno alla volta sostando in attesa esterna a debita a distanza. Si tratta di precauzioni importanti che aiutano il superamento del contagio.

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