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Ecoballe in mare, "Andiamo avanti per il recupero"

Una delle ecoballe recuperata da un peschereccio

Il commissario Caligiore spiega che l'incompatibilità del suo ruolo rilevata dall'Agcm non ha senso e prosegue le sue attività a difesa del mare

ROMA — Rischiamo di sfaldarsi le ecoballe di combustibile solido secondario disperse dalla motonave Ivy nel 2015 sui fondali del mare vicino all'isola di Cerboli, nel tratto fra l'Elba, Piombino e il golfo di Follonica. Per questo a Giugno 2019 il contrammiraglio Aurelo Caligiore è stato nominato dal governo un commissario straordinario per il recupero, la rimozione e lo smaltimento delle ecoballe che minacciano il mare della costa e dell'isola d'Elba.

Le ecoballe disperse in mare in totale 56 per un peso di 65 tonnellate ma alcune sono riaffiorate e sono state recuperate, perciò sui fondali dovrebbero esserne recuperate da un minimo di 45 ad un massimo di 48 (leggi qui l'articolo).

Ma l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha avviato un procedimento nei confronti del commissario, sostenendo che sussista incompatibilità per conflitto di interessi tra il ruolo di commissario del contrammiraglio Aurelio Caligiore e la sua posizione di ufficiale in servizio permanente effettivo come Capo del Reparto Ambientale Marino (Ram) del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera.

Aurelio Caligiore

Caligiore ci ha spiegato che ad oggi continua ad essere il commissario nominato dal governo e che sta continuando la sua attività per individuare, rimuovere il prima possibile le ecoballe in mare, per poi avviare le pratiche per lo smaltimento.

“E' un'assurdità il fatto che sia stata rilevata un'incompatibilità fra il mio ruolo di commissario e il mio lavoro, - ci ha detto il contrammiraglio Aurelio Caligiore - d'altra parte il governo prima di nominarmi come commissario ha fatto le sue verifiche e anzi il mio essere a capo del Ram è proprio il motivo che dà garanzia della mia competenza per portare a compimento nel modo più corretto possibile questa operazione”.

“Io continuo ad assere in prima linea e a svolgere il mio incarico, - ha aggiunto Caligiore - sperando che presto sia fatta chiarezza, anche perché il mio non è un ruolo politico ma operativo. Si tratta di interpretare le norme. Qui c'è da evitare che le ecoballe si sfaldino in mare perché già sono passati cinque anni e ancora giacciono sui fondali. C'è da gestire un'emergenza, altrimenti rischiamo poi di dover andare a raccogliere le microplastiche che di disperderebbero nel mare. Io spero che le ragioni dell'ambiente prevalgano sulle ragioni della burocrazia".

E mentre l'area dove sono state disperse in mare le ecoballe è stata circoscritta e sono stati individuati vari punti da verificare, Caligiore ci ha detto: "A breve il nucleo subacqueo della Guardia costiera di Genova tornerà in mare per la ricerca e il monitoraggio. Una volta che saranno localizzate tutte le ecoballe sarà fatto un bando pubblico per partire con le operazioni di recupero e successivo smaltimento".

Valentina Caffieri
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